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Full text of "La Spada di Wodan Azione Coregrafica in sette atti e nove quadri"

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pI^OPI^lETÀ IÉTTEI^AI^IA I^I^EI^ViCIÀ 

TibizioNi Picoypi 

(PRINTED IN ITALY) 



SIEBA 

o 

LA SPADA DI WODAN 

AZIONE COREOGRAFICA IN SETTE ATTI E NOVE QUADRI 



DI 



LUIGI ilANZOTTl 

:HUSICA DI 

ROMUALDO MARENGO 



Proprietà degli Editori. — Deposto a norma dei trattati internazionali. 
Tolti i diritti d'esecuzione, rappresentazione, riproduzione, traduzione e trascrizione sono riserrsti* 



R. STABILIIVÌENTO TITO DI GIO. RICORDI E FRANCESCO LUCCA 

D I 

G. RICORDI A. C. 

EDITOBI-STAMPATORI 

MILANO - ROMA - NAPOLI - PALI RMO - PARIGI - LONDRA 
(FBINTED ii\ llALYj 



Proprietà degli Editori per tutti i paesi. 

Deposto a norma dei trattati internazionaii. 

Tutti i diritti d'esecuzione, rappresentazione, riproduzione, 

traduzione e trascrizione sono riservati. 



G. RICORDI & C. , editori di musica in Milano, hanno acquistato la 
proprietà esclusiva del diritto di stampa del presente ballo, e a termini 
della legge sui diritti d'autori, diffidano qualsiasi editore o libraio, o 
rivenditore di astenersi tanto dal ristampare il ballo stesso , sia nella 
sua integrità, sia in forma di riassunto o di descrizione, ecc., quanto 
dal vendere copie di edizioni comunque contraffatte, riservandosi ogni 
più lata azione a tutela della loro proprietà. 



PERSONAGGI 



WODAN 

SURTUK, suo nemico 

AROLDO, re di Thiile ....... 

SIEDA, Walkirie 

KAFUR, primo ministro di Thiile . . • 

MEUHOR, suo confidente 

HOLERUT, capo pirata danese .... 
CADMO, giovinetto lusitano, schiavo di 

Holerut 

Gran Alfi 

OBOL } 

WOLF i P^^''^^^ ^^^^^^ . 

Avventuriere - Walkirie - Ase - Alfi 

Liasalfar - Dohalfar (*) - Soldati di Thule - Gantarì 

Eroi del Wingolf e dell' Asgard - Scaldi - Sacerdoti - Pirati danesi 

Danzatrici - Suonatori - Menestrelli - Scudieri 

Mercenari - Paggi - Popolo - Ninfe marine 

Giocolieri, ecc. 



Laeione ha luogo nel regno di Thule. 
J^io:ca Ciò déW^ra volgare. 



DISTRIBUZIONE DELLE DANZE 



QUADEO SECONDO. 

1.® Le Avventuriere. — Mazurka eseguita da otto ballerine 
distinte. 

2.° 1/ attrazione. — Scena danzante eseguita dalla prima 
ballerina in unione al primo ballerino. 

3.** Ballabile dei Giocolieri e delle Danzatrici, nel quale pren- 
derà parte la prima ballerina. 

QUADEO TERZO. 

La seduzione. — Azione danzante eseguita dai primi ballerini. 

QUADEO QUAETO. 

1.° L'ira del Nume. — Adagio d'azione eseguito dalla prima 

ballerina, e da tutto il Corpo di ballo. 
2.° L'omaggio al Nume. — Ballabile delle Valkirie e degli 

eroi dell'Asgard, eseguito da tutto il Corpo di ballo, 
3.° Passo a due serio, eseguito dai primi ballerini. 

QUADEO QUINTO. 

Tregenda — eseguita da tutto il Corpo di ballo e dai primi 
ballerini. 

QUADEO SETTIMO. 

1.** La simulazione. — Danza eseguila dalla 1.* ballerina. 
2.** Marinaresca — eseguita da 16 ballerine. 

QUADEO NONO. 

II Trionfo. — Marcia ballabile eseguita da tutto il personale 



ARGOMENTO 



Nei fantastici racconti delV Edda — mistico e sublime poema 
formato dai canti più ispirati degli Scaldi (1) — si legge che 
Wodan^ chiamate un giorno intorno a sé le WaUcirie, confidò ' 
ad una di esse la sua spada portentosa (2)^ onde da lei ve- 
nisse recata ad Aroldo dalla bella chioma^ giovine re di Tlnde. 
Qiwsta spada era Vunico me^^o con cui Aroldo potesse ester- 
minare i p^roprì nemici, 

1 Gantarì^ popoli venuti dalVAsia e stahiliti nella Scania (3), 
avean deciso, per conquistare paese, V invasione del reame di 
Thule, 

Le Walìcirie, ninfe abitatrici del Wingolf o Walhalla e del- 
l'Asgard^ non potevano amare i mortali. Guai a quelle che 
avessero oscdo infrangere V assoluto divieto!... Esse eran desti- 
nate unicamente agli amori paradisiaci dei beali del Walhalla, 

Surtur, potente ed implacabile nemico di Wodan , ed quale 

(1) Gli Scaldi erano i Bardi della Scandinavia; venivano considerati 
come appartenenti alla casta sacerdotale; i loro poemi erano cosa sacra, 
per eli è ispirati dai Numi, 

(2) La spada portentosa sarehle propriamente di Freia, moglie di 
Wodany ma per macjfjior chiarezza deìVazione, viene attribuita a Wodan, 

(3) Uantica Scandinavia. 



- 8 — 

moveva guerra incessante^ cerco sempre con ogni mez^o di trarre 
le WaìJcirie in peccato, poiché erano ^ secondo la comune cre- 
denza, valevoli ausiliarie della onnipotenza di Wodan. 

Le vicende del re di Tìiule^ le trame del suo ministro e con- 
sigliere, di potere avido , le sventure della Walìcirie prescdta 
dal Nume a sua divina messaggiera, formano il tema del mio 
componimento coreografico. Siccome però la leggenda, d'onde io 
la trassi, era molto oscura e confusa^ fui costretto ad arric 
chirla di vari episodi allo scopo di darle quelV interesse dram- 
matico che la scena essenzialmente richiede, e q%iella chiarezza 
indispensàbile in qualsiasi lavoro teatrale. 



LUIGI MANZOTTI. 



ATTO PRIMO 

QUADRO PRIMO. 
La Congiura. 

Raine d'un tempio sulle rive del Teuta, vicinissimo al mare. E l'aurora. 

Alcuni pirati danesi, che hanno fatto di questo luogo re- 
moto e poco accessibile il loro arsenale, si stanno preparando 
ad una spedizione. Tutti si affaccendano in vari lavori. Chi 
batte sulle incudini il ferro rovente, chi alimenta il fuoco della 
fucina, chi prepara viveri e cordami per le navi, chi appresta 
le armi per il combattimento. 

Cadmo, giovinetto lusitano rapito alla madre in tenerissima 
età, annunzia ad Holerut, capo della masnada e suo padrone, 
che due sconosciuti desiderano parlargli. Holerut fa un cenno, 
i pirati si ritirano, e i due stranieri vengono introdotti da 
Cadmo. Essi sono Kafur e Meuhor. 

Kafur, l'ambizioso e perfido ministro di Aroldo , approfit- 
tando della guerra contro i Gantarì, ha risoluto disfarsi del 
suo giovane sovrano, onde impadronirsi, coll'audacia e l'astuzia, 
del supremo potere reale. Ma egli non vuole compromettersi 
direttamente nella scellerata impresa , ed è perciò che viene a 
proporre ad Holerut di rapire il re, onde toglierlo per sempre 
al suo popolo ed al suo regno. 

Il pirata, lusingato dalle splendide promesse di Kafur, ade- 
risce al patto e giura di adempiere V iniquo incarico : dopo di 
che il ministro ed il suo confidente si ritirano. 

Il rapimento concertato avrà luogo fra tre giorni, al campo. 



— 10 — 

ATTO SECONDO 

QUADRO SECONDO. 

La Walkirie. 



Gran viale nei giardini della reggia di Thule. — Statue, arbusti, piante 
adornano la scena. — Dai lati lungo il viale sono disposte grandi 
tavole per un sontuoso banchetto. — In fondo si vede il mare. — È 
giorno chiaro. 



Soldati d'ogni specie, accorsi da tutte le parti del regno 
per difendere la patria, siedono a mensa traendo lieti auguri 
per r imminente partenza pel campo. 

Un vecchio guerriero brinda alla salute degli Dei, narra e 
decanta le prodezze di Fingal, ed infiamma tutti alla battaglia. 

Un urrà, generale accoglie le sue parole. 

Alcune avventuriere rendono intanto colle lor danze più viva 
e gaia la festa. 

Quand'ecco apparisce il giovine Aroldo, seguito da Kafur, 
Meuhor e da tutti i grandi del regno. 

La sua bellezza ed il suo nobile aspetto colpiscono grade- 
volmente i convitati, i quali susurrano a vicenda che lo sguardo 
ed il portamento del giovane principe non rivela in lui un 
essere vile ed inetto, quale a loro dipinse il perfido labbro del 
traditore ministro. 

E le parole che Aroldo proferisce, parole piene di senno e 
d'ardore, finiscono per trionfare sull'animo di tutti. L'ammira- 
zione non lia più freno, l'applauso scoppia unanime e caloroso, 
la sinistra prevenzione è svanita. 



— 11 — 

Ma per grande sia il coraggio d'Aroldo, pensa pur anco che 
col suo piccolo esercito gli è d'uopo affrontarne uno assai più 
formidabile, perciò invoca Tonnipotenza di Wodan. 

Una soave e misteriosa armonia s'ode da lungi... 

Wodan ha esaudito l'invocazione d'Aroldo, e decise inviare 
al giovane re la prodigiosa sua spada onde assicurargli con 
questa la vittoria. Chiamò intorno a sé le Walkirie e loro 
domandò se alcuna vi fosse che osasse assumere il difficile 
incarico senza correre rischio di restar presa da un terreno 
affetto, e perdere in tal modo la sua essenza divina, ed incor- 
rere nei più tremendi castighi. Tacquero tutte, solo Sieba si 
offrì all'ardua missione. 

Giù in fondo, nel mare, essa apparisce sopra una conchiglia 
d'oro raggiante di gemme e di luce, e si presenta al giovane re. 

Aroldo è colpito dalla sovrumana avvenenza della ninfa, e 
Sieba pure non può frenare un sentimento di stupore nel fis- 
sare i suoi sguardi in viso al re. 

Alle domande rivoltele dal giovine monarca, Sieba espone 
il mandato ricevuto dal Nume, e gli presenta l'invincibile sua 
spada. Aroldo ringrazia il benigno Dio di tanto favore. Kafur 
è furente, e si concerta subito con Meuhor sul mezzo di rapire 
al re il possente talismano. 

Sieba, adempito al divino incarico, vorrebbe partire; ma 
Surtur, il rivale implacabile di Wodan, aggirandosi invisibile, 
attrae l'incauta Walkirie, e suo malgrado la costringe a re- 
stare ed a prender parte alla danza generale. 

Un messaggiero, che accorre frettoloso, interrompe la festa. 
Esso narra che il nemico con numerose schiere ha già invaso 
il territorio. 

— Al campo!... grida il re. 

— Al campo!... rispondono tutti con ardore febbrile, e 
partono. 

Aroldo sta per seguire i suoi soldati; ma vede Sieba, si 
arresta, retrocede, e le dichiara con brevi e fervide parole il 
suo amore. 



— 12 — 

Sieba, intimorita, vorrebbe fuggirlo, ma Surtur la trattiene... 
vorrebbe respingere l'amore di Aroldo, ma Surtur la consiglia 
a corrisponderlo di pari amore... vorrebbe ostinarsi a non se- 
guirlo, xjuando si stacca da lei per correre all'armi, ma Surtur 
la spinge a volare sulle sue traccie. 

Povera Walkirie!... la seduzione ha vinto, la tentazione ha 
trionfato!... Tu giurasti di rimanere sempre estranea agli amori 
terreni, e l'amore ti ha fatto dimenticare quel voto. Povera 
Walkirie ! 



13 - 



ATTO TERZO 

QUADRO TERZO. 

L^aììiore e il tradimento. 



Il campo. — Una quercia divide la scena. — A sinistra la tenda del re, 
a destra quella di Kafur. — Nel fondo alberi', fra i quali s'intravede 
il campo. — E notte. 



Mentre il re riposa nella sua tenda, Kafur e Meulior si 
adoperano con astuzia accioccne Àroldo rimanga isolato, onde 
meglio cada nelle mani dei Danesi, e mentre meditano il modo 
più acconcio per involargli la spada portentosa, sopraggiunge 
Cadmo, che, riconosciuto il ministro, gli susurra alForecchio : 
Tutto è pronto!... Kafur gli porge una borsa, indi gli ordina 
di raggiungere i suoi e sollecitarli ad accorrere. 

Cadmo parte frettoloso. 

Kafur e Meuhor, rimasti soli, si accingono a rapire la spada, 
si avvicinano guardinghi alla tenda del re. Meuhor ne solleva 
la cortina, e si vede Aroldo che tranquillo riposa; Kafur af- 
ferra la spada, ed ebbro di gioia esclama: — Sarò re!... 

Indi parte seguito da Meuhor. 

Dopo alcuni istanti di pausa e di silenzio, giunge la Wal- 
kirie attratta sempre ed affascmata da Surtur. 

Sieba è inebbriata d'amore, va verso la tenda di Aroldo, lo 
guarda, si china su di lui, ed un bacio divino cade come una 
perla di rugiada sulla fronte del giovine re. — Aroldo si desta; 
non era sogno il suo, è realtà: Tunico oggetto de' suoi pen- 
sieri è lì davanti a lui!... Ma, mentre Sieba ed Aroldo sono 



— 14 — 

rapiti in un' estasi di voluttà e di oblio, Cadmo coi pirati ap- 
parisce in fondo, e Kafur, sbucando dalla sua tenda, addita a 
costoro il re... la ricca preda! — Kinnova loro le sue pro- 
messe, e stabilisce che, rapito che sia il re, guideranno la lor 
nave in remota situazione, dov'egli, finita la battaglia, li rag- 
giungerà apportando loro le pattuite ricchezze e a dar fine al 
suo nefando progetto. 

Sieba intanto, cedendo all'amore, ha violato il suo giura- 
mento, e il diadema dell'immortalità le cade dalla fronte. 
Surtur ha trionfato di Wodan. Tremante, confusa, essa com- 
prende tutto l'orrore del suo peccato, e fugge, quasi fuori 
di sé. 

Aroldo la vuol seguire, ma i congiurati gli son sopra e seco 
loro lo trascinano a forza. 

Squilli di tromba: il campo si desta d' improvviso. Il nemico 
lo assalisce, i capitani accorrono ad avvisare il re... ma il re 
non si trova. Sgomento e desolazione. Kafur, reprimendo a 
stento r interna gioia, si slancia in mezzo agli atterriti sol- 
dati, e levando in alto la spada, grida loro: — Se Aroldo è 
tanto vile da abbandonarvi nel pericolo, ci sono io in vece sua ; 
corriamo tutti a combattere, vi additerò io la via della vittoria!... 

Gli spiriti abbattuti si ridestano, e tutti seguono fidenti e 
coraggiosi il traditore ministro. 



ATTO QUARTO 

QUADRO QUARTO. 

U ira del Nuììie. — La imnizione. 

L'interno dell'Asgard (1). — Mistico soggiorno. 
In mezzo il trono di Wodan 

Sieba, fra il timore e l'incertezza che la sua colpa sia già 
palese, ritorna alle sue compagne, la luce scompare, lo sguardo 
di Wodan è così fisso e penetrante su lei, che non lo può 
sostenere e rabbrividisce. Il Nume sdegnato scende dal trono 
e impone a Sieba di deporre le divine spoglie di cui essa si 
rese indegna. Sieba, confusa e tremante, si sottrae all'iracondo 
sguardo del Nume per attenderne il supremo giudizio. 

La luce ritorna. — Le Walkirie, gli Eroi, i Gran Alfi e i 
sacri custodi rendono omaggio al Nume. 

Sieba è richiamata alla presenza di Wodan, che la condanna 
agli orrori e alle tenebre del profondo Askur (2;. La maledi- 
zione e la condanna di Wodan fanno sì che la misera Sieba 
cade priva di sensi. 

E qui la scena si trasforma : dall' Asgard si passa all' Askur ; 
dalla luce alle tenebre, dalle delizie agli orrori. 



QUADRO QUINTO. 

L,^ Askur, o Vahisso dei serpenti. 

Il perfido Surtur gioisce della sua vittoria, e con tutti i suoi 
Dohalfar insegue, impaurisce la misera condannata, che è quasi 
folle per lo spavento, per lo strazio e per la disperazione. 

(1) L'Asgard, soggiorno delle Walkirie e degli Eroi. 

(2) L'Askiir, o grotta dei serpenti, l'abisso del Dio malefico. 



— 1(3 — 

ATTO QUINTO 

QUADRO SESTO. 

La desolazione, — La speranza. 

Grotta che inette airAskur. — Nel fondo a destra un'apertura, da cui 
si vede il mare. — A sinistra vari massi l'uno all'altro sovrapposti. — 
La scena ha luogo in un'isola affatto deserta. — È il tramonto. 

Sieba ha ormai subito il tremendo castigo dell' Askm': spa- 
ventata, esce dalle viscere della terra, e predominata da strana 
allucinazione, vede il mare e corre per gettarvisi. Surtur l'af- 
ferra, vorrebbe nuovamente trascinarla nell'abisso: ma Wodan, 
colla potenza del suo raggio celeste, la libera dall' implacabile 
suo nemico, destinandola a vivere fra i mortali, guidata dal 
suo divino potere. 

Sieba ode un misterioso canto di marinai; scorge nella lon- 
tananza una nave sul mare, rinasce alla speranza ed agita la 
sua sciarpa facendo segnali. 

Una piroga approda alla soglia della grotta; il giovine Cadmo 
discende a terra. 

Sieba gli racconta brevemente la mesta sua storia e lo scon- 
giura di salvarla e di condurla al re di Thule. A tal nome 
Cadmo si scuote, ed apprende alla giovinetta come il re di Thule 
sia prigioniero nel fondo appunto della stiva di quella nave che 
si vede laggiù sull'orizzonte. 

Sieba, saputo il tristo avvenimento, risolve di salvare il 
misero Aroldo, e ridestando in Cadmo la santa memoria di 
sua madre, lo convince a tentare insieme l'arditissima impresa. 
Salgono quindi entrambi sulla piroga e s'avviano verso la nave. 



_ 17 _ 

ATTO SESTO 

QUADRO SETTIMO. 

La salvezza. 



Stiva della nave d'Holerut. — Istrumenti marinareschi, 
arnesi di navigazione, ecc., ecc. 



Holerut ha ancorato la sua nave nel luogo convenuto con 
Kafur, che è atteso dai pirati con ansia febbrile. 

Aroldo, profittando del silenzio, esce pallido, scarno ed ab- 
battuto dal suo tugurio per respirare e godere un istante di 
luce. — Sente rumor di passi, e per non essere sorpreso e 
molestato ritorna nel fondo ciH/ia stiva. 

Sieba è inseguita e attorniata dai pirati. Tutti vorrebbero 
abbracciarla; essa con simulazione li lusinga e folleggia loro 
d'intorno: diverte e finge divertirsi. 

Holerut e i pirati ne sono affascinati, e nessuno più pensa 
al prigioniero: si reca dell'idromele, e tutti libano alla bel- 
lezza deir incantevole fanciulla. 

Un lontano squillo di corno li arresta. E il segnale conve- 
nuto dell'arrivo di Kafur. Balena tosto nella mente di Holerut 
il tesoro promesso, si esalta, e trepidante invita tutti ad in- 
contrarlo. 

Cadmo e Sieba rimangono soli. Cadmo fa conoscere a Sieba 
il significato di quello squillo. Sieba domanda con ansia ove 
trovasi Aroldo. Essa vuol vederlo, vuol salvarlo; Cadmo sta 
per sollevare la botola dov' è rinchiuso, ma accorgendosi che 
ritorna gente, per non destar sospetto si celano entrambi. 



— 18 — 

Kafiir, a mezzo della spada portentosa, ha trionfato sul ne- 
mico, e mercè le nefande accuse di vile e di traditore pro- 
pagate a danno d'Aroldo, è riescito nel suo intento di farsi 
proclamare re, cedendo il grado di primo ministro al suo 
confidente Meuhor. Ora dunque, per viemmeglio assicurarsi il 
trono, si reca egli stesso accompagnato da Meuhor a portare 
ai pirati le pattuite ricchezze, decretando suir istante la morte 
d'Aroldo. 

Si chiama Cadmo, che. viene incaricato della fatale esecu- 
zione. Questi, che ha giurato salvarlo, energicamente si rifiuta, 
L'indignazione è generale. 

Holerut, tremebondo d'ira, lo spinge verso la botola per 
compire V infame comando. Cadmo, sbigottito da tante minacce, 
macchinalmente si trascina verso il luogo fatale, quando Sieba, 
che tutto ha visto e udito^ gli si para davanti, e piangente 
gli dice: — Pria di macchiarti del sangue di questo inno- 
cente, col mio disseterai questi perfidi. — Cadmo a quella 
vista volge altrove lo sguardo come per invocare pietà. Ma 
Holerut, il feroce pirata, strappa brutalmente Sieba da quel 
posto, e nuovamente coi suoi impone a Cadmo di eseguire. I) 
lusitano, tremante, ha già aperto la botola, ma è ancora per- 
plesso fra il giuramento ed il dovere. 

Aroldo, inconscio di tutto ciò che succedeva a lui disopra, 
profittando della botola aperta, sale. Cadmo a quella appari- 
zione lascia cadere il pugnale. 

Sieba, alla vista del suo diletto, si svincola d'Holerut e vola 
nelle di lui braccia. Kafur e Meuhor si celano il volto. Ho- 
lerut e i pirati rimangono confusi. Sieba addita ad Aroldo 
l'iniquo suo traditore. Aroldo a tali detti si turba e muove 
verso il misterioso personaggio, gli strappa il manto che na- 
scondevagli il volto, e riconoscendo sotto quelle regali spoglie 
Kafur, il suo primo ministro, s'arresta come fulminato, e nel 
suo furore invoca su quell'infame la maledizione di Wodan. 
Kafur, nel vedersi scoperto, tremante di rabbia mostra ad Ho- 
lerut il piego ove è segnato il suo tesoro, ed esclama : — Ese- 
guisci, od io lacero questo foglio! 



— 19 — 

Sieba, in mezzo a questo trambusto, ha osservato la spada 
che cinge Kafur, e riconoscendohx per quella di Wodan, gliela 
strappa, e con quella potenza giunge in tempo ad arrestare i 
pirati che già avevano preso Aroldo per trascinarlo nel luogo 
fatale. — Un fulmine, scoppiato a poca distanza della nave^ 
mette tutti nella massima costernazione. 

Si annunzia che la procella va infuriando e che la nave è 
in pericolo. I pirati salgono sul ponte. Kafur ordina a Meuhor 
di tenersi pronto per la partenza. 

Cadmo, col pretesto di apprestare le piroghe pel salvataggio, 
ne avvicina una ad un boccaporto ed entra da questo nella 
nave, e scorgendo il momento propizio, sollecita Sieba ed Aroldo 
a mettersi in salvo. 

Kafar, che stava per salire la scala, visto ciò, ritorna ad 
essi per impedir loro la fuga, ma Aroldo è già scomparso, e 
S'eba gli punta la spada al petto e lo ferisce. — Kafur cade. 

Cadmo corre per slanciarsi nella piroga, ma è fermato dal 
sopraggiunto Holerut, che istantaneamente il tutto ha com- 
preso, sdegnato della perduta preda, s'avventa sul lusitano. 
Una viva lotta s'impegna, il danese è atterrato: come belva 
si rialza, corre per riafferrare il giovinetto, ma Cadmo s'era 
già avvicinato al boccaporto, e visto che la piroga era scom- 
parsa, senza frapporre indugio, salta dal boccaporto nel vortice 
dell'infuriate onde. Kafur vuole salvarsi, ma le vengon meno 
le forze e cade nelle braccia di Meuhor, che (sopraggiunto 
in queir istante) lo trascina sul ponte. 

Holerut, trepidante di rabbia e timore, impreca a tutti, 
vorrebbe raggiungere i fuggenti, vorrebbe salvarsi egli pure, 
ma la nave riceve un formidabile urto , si sfascia e cola a 
fondo. 



— ^C^v- 



— 20 — 

QUADRO OTTAVO. 
Il inare burrascoso. 

Si vede la piroga dei fuggiaschi in balìa delle onde, la bur- 
rasca è tremenda e la sommerge. 

Il divino volere è in loro aiuto. 

Salvi sorgono dalle acque Sieba ed Aroldo, sorretti da un 
gruppo di ninfe marine, su cui si diffonde il raggio celeste. 

Cadmo ha raggiunto uno scoglio... Esso pure è salvo: 



ATTO SETTIMO 

QUADBO NONO. 

H trionfo* 

La città di Thule in finita i^el ritorno di Aroldo. 

Kiconosciuta l' innocenza di Aroldo, vilmente accusato come 
fellone dal perfido Kafur, e con quale iniqua trama egli ave- 
vagli usurpato il trono, il suo popolo lo acclama, e festeggia 
il suo ritorno. 

Aroldo presenta all'entusiasta popolazione Sieba, la sua di- 
letta sposa, colei che tutto sagrificò per il suo amore ed a 
cui va debitore della sua vita. 

La gioia è al colmo. 

QUADRO FINALE. 



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Pre2^:{i per V Estero : 
Un Anno, Fr. 14 - Semestre, Fr. 8 - Trimestre, Fr. 5 - 

Gii ahi) OH ani enti decorrono invariahilmente dai 
!.*> GENNAIO — i.o APRILE - i.« LUGLIO — i.« OTTOBRE 

SCADENZA NON OLTRE IL 3I DICEMBRE 1896. 



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L* Illustrazione Italiana , splendido foglio settimanale illustrato. — 
La Stagione, ricco giornale di mode quindicinale. — L' Italia Giovane, 
periodico mensile illustrato. — Il Pasquino. — Gazzetta di Venezia. — 
Il Giornale di Sicilia, foglio quotidiano politico-letterario di Palermo. 



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